Pubblicato nel 1885, Daniele Cortis, come afferma Enzo Siciliano nel saggio introduttivo, è il romanzo che per la prima volta in Italia pone il problema del conflitto tra interesse politico e fede individuale. Il personaggio di Cortis, uomo pubblico diviso tra corruzione e rispetto dei propri ideali, vive il dramma emblematico di un travaglio quanto mai attuale: quello di una società costantemente in bilico tra storia e modernità.
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