"Come Robinson aveva impersonato per l'Illuminismo l'uomo ricreato a contatto della natura, D'Artagnan impersonava per il romanticismo l'uomo in lotta per affermare se stesso: non un paladino astratto in regole morali, ma un giovane che entra nella vita concreta con una energia di appropriazione che capta la gloria, la ricchezza e la fortuna, e con una fede assoluta in se stesso: avendo però su di sè minacce di tragedia, ombre del male che finiranno per offuscare la sua giovinezza. I suoi amici, immortali quanto lui, il drammatico Athos, il raffinato Aramis e il possente Porthos gli sono a rriscontro in un gioco vivido e sapiente di ombre e di luci". (Dall'introduzione ai due volumi)
Anonimo -