Negli Stati Uniti le aziende pagano l'energia un terzo rispetto all'Italia (grazie allo shale gas) e anche i competitor europei possono contare su un 30% in meno.
Colmare, o almeno ridurre, il gap competitivo diventa strategico per le imprese. E non serve sottolineare quanto ogni risparmio possa essere vitale per ogni pubblica amministrazione. Ecco allora la sfida.
Sull'efficienza energetica l'Italia ha un grande potenziale e ha a disposizione risorse umane formate ad alto livello nelle universita. E mentre chi guida la politica industriale e chiamato a disegnare un'azione sistemica e strategica, investendo in ricerca e sviluppo, coinvolgendo il privato e il pubblico, le banche e le istituzioni finanziarie, le singole organizzazioni possono e devono accelerare per mettersi al passo con una gestione consapevole dell'energia.
Anonimo -