Avere vent'anni, come il protagonista di "Torta all'albicocca", riuscire a malapena a muovere gli occhi e dipendere da una flebo, che è colazione, pranzo, aperitivo e cena insieme, ma non perdere il gusto per la vita; incontrarsi tra gli scaffali di una biblioteca - lei bibliotecaria, lui cuoco - e scoprire che tra "Muffin e sonetto" ci sono molte affinità; avere sedici anni, essere ossessionata dal cibo, e sottoporsi a rinunce estreme, per diventare "Bella da morire". Essere bambino in tempo di guerra e difendere dagli occupanti tedeschi le zucchine pronte per la torta verde, "Aspettando l'alba" sulle fasce coltivate; vivere la prima esperienza erotico-culinaria a 12 anni, con "Le polpette della Teresa", dal gusto sapido e inimitabile; riuscire a salvare una cena, e anche il posto di lavoro del marito, grazie a "Una crostata miracolosa" dalla consistenza sassosa... Questi, in breve, i primi sei racconti, ma anche gli altri meritano di essere letti: dal punto di vista stilistico e narrativo non ci si annoia di certo, grazie alla diversità e alla qualità delle storie, sostenute da una buona tecnica narrativa e capaci di creare aspettative che portano a non interrompere la lettura.
Anonimo -